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2008/06/23

Nuove Scuole per la Città delle Culture, Prato (Italia)

ateliermob + Agostino Ghirardelli



[IT]
“Allevare i bambini è una impresa creativa, un’arte più che una scienza”
B. Bettelheim

Progetto educativo
A quali bisogni deve dare risposta un edificio per l’infanzia?
Quali devono essere i suoi caratteri fondanti perchè possa definirsi “a misura di bambino” e ne favorisca la crescita e l’instaurarsi di un proficuo rapporto educativo?
La scuola dell’infanzia rappresenta nell’immaginario infantile la “prima scuola” di cui anche da adulti ci si ricorda, si tratta quindi di una struttura carica di valenze simboliche e identitarie per lo sviluppo dell’individuo. Si potrebbe parlare di uno spazio intermedio in cui sperimentare la propria autonomia in un contesto che evochi il clima intimo e rassicurante della “casa famigliare” ma che al tempo stesso possa differenziarsi e acquisire una sua specificità e un ponte comunicativo con la realtà esterna.

I bambini sono in questa fase “piccoli esploratori” a caccia di nuovi stimoli da trasformare e ricreare in una dimensione che non sia più solo quella sensoriale e concreta dei primissimi anni di vita, ma che si affacci verso la creazione simbolica. La scuola dell’infanzia è innanzitutto uno spazio di “gioco alla vita” in cui ogni elemento rappresenta una condizione per il bambino per intraprendere attività simboliche, ossia tutte quelle attività che preparano in modo protetto alla sperimentazione della realtà (spazi e materiali per il “gioco del far finta”, disegno, canto, danza etc).

La strutturazione degli spazi si articolano in questo continuum che va’ dalla spazio raccolto e protetto della “casa” a quello via via sempre più ampio del “fuori”. Gli spazi sono calibrati in funzione dei bisogni del bambino, spazi di diverse dimensioni: da ambienti più piccoli da personalizzare, ad ambienti via via più ampi in cui stimolare la condivisione con gli altri, l’esplorazione e la scoperta.

Si profila la possibilità con l’architettura stessa di “fare esperienza” del mondo creando una scuola-laboratorio protetto in cui sperimentarsi “grandi” lavorando sulle emozioni sensoriali e percettive del bambino nel suo processo di crescita.

La spazialità così intesa dà vita ad uno scenario ricco di stimoli percettivi che si esplicano nella varietà delle dimensioni degli ambienti (da spazi più piccoli a spazi aperti), nell’utilizzo di materiali diversi per i rivestimenti (pavimenti in gomma dura, morbida, legno, sabbia), nella gamma di colori scelta per le pareti interne associata alla gamma di colori che si vedono dalle vetrate che danno sull’esterno della corte e del patio.

L’apertura sull’esterno dell’edificio(la corte con le vetrate) rappresenta a livello simbolico la necessità di mostrare al bambino il mondo fuori a partire dalla costruzione all’interno di una rete di sistemi condivisi che rappresentano un punto di riferimento sicuro da cui prendere il volo, proprio come la corda per un aquilone.

[Vincitori]

[PT] Sem tradução
[Vencedores]

[ENG] No English translation
[Awards]

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